Innovazione nelle terapie del diabete mellito

CORSO INTERATTIVO E PRATICO SU “ALIMENTAZIONE E INSULINA”: come fare in pratica.

Tre incontri di un’ora  e ½ di venerdi alle ore 18 presso il Centro Servizi per il Volontariato , località Pile, edificio posto tra le sedi della CGIL e della UIL.

Date : 14 febbraio, 21 febbraio e 28 febbraio

Adesioni via mail o telefono al

–          Antonietta  3490661102

–          Dr. Poccia 328 62 11 775 gpoccia@gmail.com

Programma

14.2

ALIMENTI E  COMPOSIZIONE IN CARBOIDRATI PROTEINE E GRASSI

Effetto sulla glicemia dei CARBOIDRATI, DEI GRASSI E DELLE PROTEINE

L’AUMENTO DELLA GLICEMIA DIPENDE ESSENZIALMENTE DALLA quantità,  Come risalire dalla percentuale e dal peso degli alimenti alla quantità di CHO

21.2

Tramite ANALISI dei  DIARI dei CHO e delle glicemie e dell’insulina compilati  individuare il rapporto individuale CHO/INSULINA

Stimare porzioni cibi con atlantino e misure alternative e poi pesarli con la bilancia

calcolare la quantità di CHO per porzione usando la Tabella Percentuale dei CHO e controllare con l’atlante

Etichette cibi come si leggono

Imparare a dosare l’insulina nelle varie situazioni

28.2

Terapia dell’ipoglicemia, dose unica o variabile

INDICE GLICEMICO, GRASSI : EFFETTO SULLA GLICEMIA e QUANTITà NEGLI ALIMENTI

Suggerimenti su come dosare l’insulina a seconda dell’indice glicemico e dei grassi alimentari

Chi desidera può provare il sensore del glucosio

diatribe-55 (01) Pancreas Bionico

lettera Diatribe Claudio

……DITE LA VOSTRA sul PANCREAS BIONICO!!! (ALLEGATI in ALTO a SX)

Ho appena ricevuto da Claudio, di Pesaro, una lettera di risposta ad un articolo comparso sull’ultimo numero di una rivista statunitense rivolta a pazienti con diabete: Diatribe. La direttrice del giornale, Kelly Close, affetta da Diabete tipo 1 dall’età di 17 anni, ci racconta la sua esperienza di una settimana con il pancreas artificiale, o meglio, bionico. E’ stata invitata con altri pazienti con DM1 a partecipare a questo esperimento clinico: indossare per 7 giorni un microinfusore di insulina, un microinfusore di glucagone, e un sensore DEXCOM di glucosio, collegati ad un iPhone che funge da cervello. Vi accludo l’articolo in originale, troppo lungo per tradurlo tutto, ma in sintesi Kelly è felicissima di aver partecipato a questo esperimento, si è sentita tornare a prima del diabete, il pancreas bionico faceva tutto lui, se la glicemia si alzava infondeva più insulina, se si abbassava infondeva la giusta quantità di glucagone, niente più calcolo dei carboidrati e preoccupazioni varie che ben conoscete. Unici nei: un po’ di aghi in addome, una iperglicemia post.prandiale intorno a 200 (ritardo dell’effetto dell’insulina sottocute), e dover cambiare il glucagone ogni giorno (questo dovrebbe risolversi). Se Kelly è entusiasta, Claudio, che le ha inviato la risposta in ottimo inglese, un po’ meno. Mi è sembrato un tema molto importante, da discutere tra di noi, proprio noi che propugnamo l’utilizzo di moderne tecnologie nella cura del diabete.  Gli autori prevedono un immissione in commercio del sistema entro il 2017, ma mi sembrano un po’ ottimisti.

(Dott. Gianfranco Poccia)

Date una occhiata agli allegati ed esprimete le vostre opinioni!

 

14-16 giugno 2013 Ferentillo (Tr)mec

Week-end di camminate, confronti e scambio di esperienze ed emozioni tra persone con
diabete insulinodipendente, diabetologi, dietisti sui benefici della pratica sportiva e del
mangiare consapevole, nel meraviglioso ambiente naturale della Val Nerina e cascata
delle Marmore. Per arrivare ad una corretta autogestione della glicemia nella attività
sportiva come nella quotidianità.

Prezzo scontato del 50% grazie ai nostri sponsor: 50 €!!
comprensivo di albergo in pensione completa da venerdì a domenica, guida,
noleggio bicicletta e casco per escursione in mtb, materiale didattico e
gadgets. I soci A.T.D. accompagnatori usufruiranno del 50% di sconto su
spese di soggiorno, guida esclusa. Per familiari 100 € per le spese
alberghiere, 8 € per escursioni a piedi o 15 € con noleggio, in bici.

Sconto del 40% per bambini fino a 10 anni. Per info e prenotazioni inviare mail
esclusivamente a dr.Claudio Molaioni: molac@libero.it

L’evento è a numero chiuso, MASSIMO 40 POSTI. Raggiunto il
numero di 40 iscritti non potranno essere accettate altre richieste
di partecipazione Le prenotazioni dovranno pervenire entro e non
oltre il 30 Maggio 2013.

Consigliato abbigliamento adeguato ad escursioni in montagna:
scarpe da montagna o comunque impermeabili con suola non
liscia, maglia, giacca a vento/ k-way, cappello.

Staff specialistico:
Dr.sa Rosa Anna Rabini diabetologa I.N.R.C.A. per A.T.D. Ancona
Dr. Gianfranco Poccia diabetologo per Amici del Micro l’Aquila
Dr.sa Sonia Rosati dietista counselor I.N.R.C.A. Ancona
Dr. Claudio Molaioni per Diabeticando Pesaro

Referenti
Per Amici del Micro:
Antonietta Alimonti, presidente. mail to alietta.rotella@gmail.com
Dr. Gianfranco Poccia: mail to gpoccia@gmail.com
Per Diabeticando:
Dr. Claudio Molaioni mail to molac@libero.it
Per A.T.D. Ancona:
Cristina Brunelli, consigliere. mail to cristinabrunelli65@gmail.com
Location: Hotel Monte Rivoso via Case sparse 5
05034 Ferentillo (Tr) tel. 0744 780.725
Sito internet: http://www.monterivoso.it mail: info@monterivoso.it

Presso CASA DEL VOLONTARIATO ( VIA SARAGAT-L’AQUILA)

ORA INDICATIVA per tutti gli incontri  18.00-20.00 ( possibili variazioni saranno comunicate )

Per informazioni mandare messaggi sulla PAGINA di FACEBOOK AMICI DEL MICRO.

cho

Incontro : dove sono e quanti sono i carboidrati (28.2)

  1. 1.      Materiale: Foto Alimenti con percento CHO, Cartellini con CHO SI e CHO NO, Cartellini CHO da 10 a 100, Diario per la conta dei CHO
  2. Perché conta CHO
  3. Effetto sulla glicemia dei CHO, Lipidi, Proteine
  4. Esercizio CHO SI e NO
  5. Consegna Diario con Percento CHO e spiegazione
  6. Esercizio Termometro CHO consultando il Diario
  7. Gioco Roche
  8. Snack Test: spiegare come lo faremo, ognuno porta uno snack preferito ed il suo glucometro

2° Incontro: pesare con bilancia ed a occhio, vari tipi di carboidrati ed effetto degli altri alimenti (7.3)

  1. 1.      Materiale: Bilance e calcolatrici, varie misure alternative (tazze, bicchieri piccoli e grandi, cucchai e cucchiaini, CD, piatti fondi, piani, di plastica), Etichette cibi, atlantini dei CHO
  2. Esercizio con ETICHETTE : CHO per 100 e per porzione, una facile proporzione, spiegazione ed ognuno trova alcune etichette preferite e calcola CHO per varie porzioni
  3. Pesare gli alimenti con bilancia e calcolare la quantità di CHO
  4. Consegna atlantino dei carboidrati e utilizzo
  5. Utilizzo di varie misure alternative : pesare ed indovinare la quantità e calcolare la quantità di CHO
  6. Compito a casa: Diario dei Carboidrati come e quando fare le glicemie ed il calcolo dei CHO del pasto

3° Incontro : rapporto CHO/Insulina e Fattore di Sensibilità e Snack Test (14.3)

  1. 1.      Materiale : Snack Preferito reflettometri
  2. Inizio Snack Test (1° glicemia)
  3. Spiegazione Fattore di Correzione o Insulina per la Glicemia : ognuno trova il suo e se lo scrive sul diario
  4. Spiegazione del Rapporto CHO/Insulina o Insulina per il pasto : ognuno trova il suo in modo teorico
  5. Target Glicemico e Sovrapposizione dell’insulina
  6. Esempi standard Illustrazione Diario di Enio
  7. Analisi dei Diari Personali per individuare il proprio rapporto CHO/Insulina
  8. Snack test finale, raccolta risultati e applicazione dei rapporti
  9. Applicazione Sensori e nuovo diario da fare a casa applicando il FS ed il CHO/INS

Incontro : Monitoraggio Continuo della glicemia e Diario, Attività fisica (21.3)

  1. Portare i Diari Compilati a casa
  2. Scarico Sensori
  3. Zuccheri rapidi e lenti, indice glicemico, effetto di grassi e proteine
  4. Attività Fisica Glicemia Carboidrati ed Insulina
  5. Analisi Diario  & Sensore proiettando i monitoraggi e contemporaneamente il calcolo dei CHO
  6. Analisi Sensore, Attività fisica e Attività quotidiane
  7. CENA con bilance e diario
GITA AL VASTO   L’Associazione Amici del Micro sta organizzando una passeggiata a piedi, ma per chi vuole anche in MTB, lungo la valle del Vasto (Assergi) per domenica 25 novembre.   L’appuntamento è per le 9,30 davanti al cimitero di Assergi (uscire dalla A24 ad Assergi. Girare a sinistra in discesa poi a destra) dove lasceremo alcune auto. Poi andremo in auto fino alla Masseria Cappelli all’inizio della valle percorrendo la strada del Vasto e poi una carrareccia transitabile. Alla Masseria lasciamo le auto…

(che poi andremo a riprendere usando le auto lasciate al Cimitero di Assergi) e iniziamo la passeggiata su sentiero sempre tracciato, costeggiando o attraversando boschi, corsi d’acqua, prati, grotte usate come riparo dai pastori nei secoli scorsi e infine campi coltivati, in lieve discesa .
In uno di questi prati potremo fare un pranzo al sacco con un panino.   Una breve salita alla fine per tornare alle auto. Per aderire basta mandare una e-mail, o un post su FB, o un SMS ad Antonietta o al Dr. Poccia.
Cosa portare:   1- Giacca a vento o K-Way
2- Copricapo
3- Vestirsi a strati
4- Scarponcini (tollerate scarpe da ginnastica buone)
5- Glucometro e strisce   a. Prevediamo di fare un controllino ogni ora
6- Penna Insulina rapida
7- Carboidrati LENTI (crackers, panini, ecc)
8- Carboidrati veloci (caramelle, coca cola, ecc)
9- Acqua   1
0- Facoltativi
a. Ombrello
  b. Bastoncini
c. Macchina fotografica
  d. Mogli, Mariti e Figli
e. Genitori
f. Amici, fidanzate/i
i. plaid o telo per pic nic

Alcune testate dei giornali dell’epoca.

LA VERA STORIA della SCOPERTA dell’insulina.  RIVALITA’, RIVENDICAZIONI e … leggenda!

Forse tutti sanno che la scoperta dell’insulina è da attribuirsi ai due premi Nobel Frederick Grant Banting    ( aiutato da Charles Herbert Best ) e John James Richard Macleod, ma pochissimi invece sanno che il vero e primo SCOPRITORE dell’insulina fu Nicolae Constantin Paulescu ( foto),

PAULESCU

fisiologo di Bucarest e ricercatore di classe parigina, nato a Bucarestil 30 ottobre1869 e morto nella stessa città il 17 luglio del 1931. E’ il 1921 (tra Aprile e Giugno) e Paulescu, primo al mondo,  pubblica i suoi lavori scientifici  ( derivanti in realtà da esperimenti del 1919, ma non pubblicati fino al 1921 per mancanza di soldi e fondi)  sul modo di  curare il diabete, malattia fino ad allora MORTALE.  La scoperta fu così importante che l’anno successivo, per la precisione il 10 aprile del 1922, ottiene il brevetto per la scoperta della Pancreina ( primo nome dato all’insulina). Nel febbraio del 1922, oltre otto mesi dopo, due ricercatori dell’Università di Toronto, il dottor Frederick Grant Banting ed il biochimico direttore dell’Istituto di Fisiologia all’Università di Toronto, John James Rickard Macleod ( riservato cattedratico e noto esperto di metabolismo dei carboidrati), pubblicano sul Journal of Laboratory and Clinical Medicine un saggio sui risultati positivi, nella normalizzazione dei livelli glicemici, ottenuti su un cane diabetico con l’uso di un estratto pancreatico acqueo.

L’iniezione endovenosa di 5 ml di tale estratto, provocava una evidente caduta della glicemia nel cane diabetico. L ‘estratto di  “magic islets” ( cioè l’estratto delle ISOLE PANCREATICHE) è chiamato”Isletin ” da Banting e dal suo aiutante-studente Charles Herbert Best, scelto con il lancio della monetina rispetto al collega E. Clark Noble.   Best, anche egli reduce della Francia e quindi subito buon camerata, nipote di una diabetica Aunt Anna, si incarica, oltre che di varie umili incombenze, della esecuzione delle glicemie sui cani. In pochissimo tempo e con l’intensificarsi degli esperimenti, Macleod affianca a Banting, pare su sua richiesta, il geniale ma irascibile (non vuole rivelare il suo metodo) biochimico James Bertrand Collipdi Edmonton. A lui si deve il perfezionamento del metodo estrattivo alcoolico (non voleva rivelarlo) e soprattutto la purificazione (da lipidi e sali) dell’Isletin, tanto che il Collip’s Serum fu da subito ritenuto pronto per la sperimentazione sull’uomo. Macleod, più tardi, riprenderà il termine universale di”Insulin ” per identificare la famosa soluzione acquosa che oggi è ritenuta essere il piu importante farmaco salvavita per i diabetici. Troppe persone, troppa confusione, troppi esperimenti … intorno alla storia della scoperta dell’insulina!!!

Si apre una lunga discussione perché i tre ricercatori ( BANTING-BEST- MACLEOD) sembrano aver semplicemente messo in pratica ciò che PAULESCU ha scritto nei suoi lavori precedenti ed in particolare nel saggio del 22 giugno dell’anno 1921. I due studiosi, infatti, fanno espresso riferimento a quell’articolo scientifico e dichiarano solo di confermare i rivoluzionari risultati ottenuti da Paulescu. Nel 1923, il comitato per il Nobeldi Stoccolma assegna il Premio per la Fisiologia e la Medicina a Banting e Macleod, ignorando del tutto il lavoro e le ricerche di Paulescu. Tutte le contestazioni e i suoi nuovi lavori pubblicati sugli Archives Internationales de Physiologiesono  risultarono inutili.

Paulescu invia così una lettera al Presidente del Comitato Nobel di Stoccolma protestando che il premio sia stato accordato a “persone che non lo meritano affatto”. Nella velina della lettera originale, custodita al nostro Museo del Diabete, Paulescu dichiara: “La scoperta degli effetti, fisiologici e terapeutici, dell’estratto pancreatico nel diabete mi appartiene tutta intera “. E si richiama ai suoi esperimenti, con estratto acquoso di pancreas non degenerato nel cane spancreato, resi noti nell’aprile, giugno e agosto 1921 (epoca  in cui Banting e Best tentavano solo di  riprodurre gli esperimenti di Paulescu sul cane Marjorie  Foto).

Banting e Best

La somministrazione endovenosa del suo estratto, chiamato “Pancréine”, aveva provocato costantemente caduta dell’iperglicemia fino a ipoglicemia, con soppressione della glicosuria e dell’acetonuria .”Non restava più che il dettaglio della sua applicazione sull’uomo “: dice Paulescu, che però temeva la formazione di ascessi con l’iniezione sottocutanea. Lo scienziato Ion Pavel, negli anni settanta, in pieno regime comunista romeno, rese pubblica una lettera del 15 ottobre 1969 ricevuta da Charles H. Best, nella quale si ammette che i due vincitori del Nobel non avevano fatto altro che riprodurre in laboratorio le ricerche di Paulescu. Alcuni studiosi, però, giustamente replicano che nella Romania in cui operava Paulescu non vi erano di sicuro le possibilità di rendere operativa una scoperta di tal genere. Per questo gli studi dei due ricercatori americani sono stati provvidenziali per arrivare all’insulina terapeutica, quella sperimentata per la prima volta  dall’azienda  farmaceutica americana “Lilly”, grazie alla quale  OGGI altre ditte nel mondo producono il  farmaco.

Quello che tutti sanno è che nel 1923 fu decretato il premio Nobel per la medicina a Macleod e a Banting: il primo lo divide con Collip, il secondo con Best.

E qui esplodono le polemiche e le rivendicazioni reciproche fra gli scopritori dell’insulina: soprattutto da parte di Banting, scatenato contro Macleod (“Go to hell!”), accusato di appropriazione dell’altrui fatica. Del resto, anche in seguito, Banting riterrà Best un ambizioso e Best non considererà mai Banting come un vero scientist, ciascuno dalle alte posizioni accademiche conseguite. E’ equo pensare che il quartetto, nel suo complesso, abbia ben meritato il premio: “Glory enough for all “, gloria per tutti, come dice il titolo di una video-cassetta canadese del 1987  e come sembrano dimostrare i riscoperti archivi di Toronto.

Nel 1923 anche il nostro Antonio Diamare, il primo a ipotizzare una “cachessia isole-priva”, risentito per non essere stato nemmeno citato dai Canadesi, scriveva da Pisa: “La preparazione scientifica perde forse di valore con la preparazione farmaceutica ?”.

Banting riconoscerà solo a Minkowski la qualifica di “grand father” dell’insulina questo perche fu fautore di una delle tre scoperte che rivoluzionarono la cura del diabete. Durante gli ultimi anni del XIX secolo Paul Langerhans descrive le isole pancreatiche 1869 e Oscar Minkowski insieme a Joseph Von Mering 1890 scoprono la funzione endocrina del pancreas.La paternità di tale scoperta viene rivendicata anche dall’americano Israel Kleiner.

Come tutte le grandi scoperte della storia, anche quella dell’insulina è assai contesa.

L’INSULINA :  date a CESARE quel che è di CESARE!

Solo nel 1969 il Comitato Nobel ha riconosciutola precedenza di Nicolae Paulescu nella scoperta del trattamento antidiabetico, ma, conformemente al suo statuto, ha escluso la possibilità di una riparazione ufficiale (Vedasi la lettera del Professore Arne Tisselius, Presidente dell’Istituto Nobel al vicepresidente dell’Associazione Britannica del Diabete, il Professore Ian Murray, pubblicata nel 1971 nel «The Journal of the History of Medicine and Allied Sciences»). Ulteriormente, lo stesso Dottore Frederick Grant Banting, oramai insignito del premio Nobel, ebbe, non di meno, a riconoscere la precedenza di Paulescu nella estrazione dell’insulina e la sua applicazione ai cani resi diabetici.

Roif Luft, Direttore del Comitato Nobel per la Fisiologia e la Medicina, in un articolo intitolato Who discovered insulin? del 1971, dichiarò che il Premio Nobel per la scoperta dell’insulina «avrebbe dovuto essere, almeno diviso, fra Paulescu, Banting e Macleod».

In occasione del cinquantenario del Nobel per la scoperta dell’insulina e della sua applicazione nella terapia del diabete, nel 1973, la IDF – «International Diabetes Federation» – ha riconosciuto la precedenza di Paulescu nella estrazione dell’insulina e nella sua applicazione nel trattamento antidiabetico. Ma, purtroppo, come le sentenze passate in giudicato, la decisione del Comitato Nobel del 1923 è irremovibile, anche se essa non riflette la verità.

Negli
ultimi tempi si è scritto assai nelle pubblicazioni di specialità sulla precedenza di Paulescu nella estrazione e applicazione dell’insulina nella
terapia antidiabetica

Speriamo, con questa piccola e riassuntiva storia, di contribuire, anche se in minima misura, ad una più completa e corretta informazione riguardo alla scoperta e l’applicazione dell’insulina nella cura antidiabetica, da parte del Professor Nicolae Paulescu.

L’Associazione di Volontariato o.n.l.u.s. Amici del Micro è lieta di invitarti all’ assemblea che si terrà il giorno Venerdì 9 novembre 2012 alle ore 17:30 presso la Casa delle Associazioni e del Volontariato in Via Saragat (Zona Campo di Pile, a sinistra rispetto il Centro Commerciale L’Aquilone).L’Assemblea è aperta a tutti (soci e non) e vuole essere un’ occasione per incontrarsi, illustrare le finalità dell’ Associazione e presentare alcune attività ed incontri previsti per l’anno 2013. Per chiunque …

voglia condividere gli obiettivi dell’Associazione sarà possibile sottoscrivere la domanda di ammissione a socio.
In allegato alla presente ti inviamo un miniquestionario che preghiamo di voler compilare e consegnare in concomitanza dell’assemblea o rinviare a mezzo e-mail all’indirizzo alietta.rotella@gmail.com.
All’assemblea seguirà un aperitivo cenato, pertanto ti preghiamo voler confermare la tua adesione e quella di eventuali accompagnatori entro e non oltre il giorno 5 novembre 2012 all’indirizzo e-mail sopra riportato
Nel frattempo se vuoi saperne un pò di più sulle ns. attività puoi visitare il sito https://amicidelmicro.wordpress.com/ oppure la pagina facebook  http://www.facebook.com/pages/amicidelmicro/251840704864395?ref=hl#!/pages/amicidelmicro/251840704864395
invece per eventuali chiarimenti puoi contattare il Dr. Poccia 328-6211775 o Antonietta 349-0661102.
In attesa di un gentile riscontro, l’occasione è gradita per inviarTi cordiali saluti

Di  Adam Brown (tratto da Diatribe conefrence pearls 29/02/2012)

Ogni anno a febbraio  assistiamo all’incontro annuale “Advanced  Technologies & Treatments for Diabetes” (Tecnologie Avanzate e Trattamenti nella cura del Diabete)  per sentire le ultime novità che ci propone la tecnologia per la cura del diabete: dal Pancreas Artificiale ai CGM di ultima generazione e le novità nei software per la somministrazione di insulina . Quest’anno un  numero record di 1656 partecipanti  si sono incontrati in una fredda  e splendida  Barcellona. Come c’era da aspettarsi, le maggiori  attenzioni  sono  state riservate agli studi e le ultime novità in tema di  Pancreas Artificiale con sei sessioni ed una conferenza  di un giorno tutta dedicata a questo tema .

ATTD 2012 ha anche offerto  una panoramica sui dati forniti dal T1D Exchange, un registro di circa 25.000 pazienti con diabete di tipo 1 negli stati uniti.

 Primi passi del Pancreas Artificiale nel mondo reale

Il Pancreas Artificiale è un macchinario che permette un monitoraggio  costante dei livelli di glucosio tramite un sensore sottocutaneo CGM,  e automaticamente fornisce insulina in risposta a questi, tramite una pompa insulinica ed un algoritmo computerizzato, (per maggiori  informazioni puoi consultare  la sezione Pancreas Artificiale del nostro e-book “Targeting a cure for Type 1 Diabetes” scaricabile gratuitamente dal sito www.diatribe.us ). ATTD 2012 ha mostrato I recenti risultati dei primi due studi sul pancreas artificiale che sono stati condotti al di fuori di un ospedale e che hanno consentito ai pazienti di utilizzare il sistema in uno scenario più simile al mondo reale,  in una realtà meno controllata.     Ci è parso evidente  che, per ora,   gli studiosi siano più concentrati nel dimostrare la sicurezza e la possibilità effettiva di realizzare il PA  piuttosto che cercare di ottenere un controllo glicemico ottimale.

I risultati sono incoraggianti: il sistema  pancreas artificiale testato ha mantenuto i pazienti all’interno degli obbiettivi glicemici prefissati, per il 60-70% del tempo senza incorrere in ipoglicemie.

I primi responsi positivi sono  venuti  da uno studio europeo sponsorizzato dal JDRF , I partecipanti hanno portato una pompa insulinica Insulet Omnipod , una CGm Dexcom , gestiti  da un algoritmo di controllo computerizzato caricato su un i-phoneAndorid. Il sistema,  rinominato  “Diabetes Assistant” è stato progettato e sviluppato alla università della Virginia e fu per la prima volta presentato   al Diabetes Technology Meeting nel Novembre 2011 (vedi Conference Pearls in diaTribe #38). Nello studio esposto al ATTD, sei partecipanti hanno portato il Pancreas Artificiale per 18 ore al di fuori dell’ospedale inclusa una notte in hotel ed una cena al ristorante. Il sistema utilizzato non era del tutto automatico: i partecipanti allo studio dovevano comunque iniettarsi un bolo insulinico prima  del pasto, ed  il sistema lavorava con la metodica “ control to range” che  basandosi su una serie di valori glicemici forniti dal GCM, infondeva la quantità di insulina necessaria per mantenere la glicemia nei valori compresi tra 70 e 180 mg/dl.  Il sistema di Pancreas Artificiale utilizzato ha dimostrato di  riuscire a mantenere i limiti glicemici impostati, per il 60-70% del tempo, trascorso senza crisi ipoglicemiche. Il “Diabetes Assistant” utilizzato in questo studio non ha dimostrato affatto una maggiore affidabilità se paragonato  ad un controllo glicemico completamente manuale, tuttavia si è  dimostrato  sicuro e senza dubbio darà migliori prove di se in un prossimo futuro.

Abbiamo anche ascoltato gli interessanti sviluppi di uno studio  sul PA condotto in notturna in tre campi di diabetici in Europa. 56 pazienti sono stati studiati per un periodo di due notti. Durante la prima notte i partecipanti utilizzavano una pompa insulinica collegata ad un GCM che controllava solamente i valori glicemici ,  un sistema, questo,  di controllo detto ad ansa aperta. La seconda notte i pazienti hanno indossato un PA costituito da una pompa insulinica, un GCM ed un computer portatile posto vicino al letto (i ricercatori stanno studiando un sistema portatile che possa essere programmato su un telefono cellulare) . Tutti i pazienti  erano poi simultaneamente sorvegliati  durante la notte da una centralina di controllo – pensiamo che questa sia una delle parti più interessanti e al contempo impressionanti di tutto il sistema- . Se paragonati con i risultati della notte precedente, ottenuti con il sistema ad ansa aperta, questi ottenuti con il PA ad ansa chiusa, hanno mostrato di mantenere i pazienti per più tempo all’interno del range previsto ed inoltre una minore frequenza di ipo o iperglicemie. I ricercatori hanno anche girato un video che documenta le prime drammatiche fasi dello studio condotto in Israele su bambini che coraggiosamente hanno affidato il loro sonno alla scienza. Chi è interessato può vedere il video su you-tube:  http://youtu.be/9HMx8yy2nVw

ATTD ci ha fatto intravedere quali  saranno I prossimi sviluppi a breve e lungo termine della ricerca sul pancreas artificiale.  Per la prossima estate è già in programma uno studio che sarà condotto al Mass General a Boston. I partecipanti indosseranno due pompe Tandem T una per infondere insulina ed una per infondere glucagone, un GCM e useranno un i-phone 4S per controllare il sistema . Questo sistema,  conosciuto con il nome di sistema bi-ormonale, infonderà automaticamente insulina se il GCM rileverà glicemie al di sopra della norma, (sia per una ridotta insulinizzazione basale, sia a causa di un bolo preprandiale insufficiente)  e glucagone se le glicemie risulteranno al di sotto della norma. I partecipanti allo studio indosseranno il PA per 5 giorni potendo girare liberamente per il campus del Massachussets General Hospital: avranno libero accesso alla palestra, un infermiere sempre a disposizione per la sicurezza durante  il giorno, potranno fare quello che vorranno senza nessuna pianificazione  della giornata e tantomeno della dieta. Di notte dormiranno all’interno dell’ospedale e verrà testata  più volte la loro glicemie. Questo studio arruolerà per ora solo adulti, ma altri studi in futuro sono già progettati per ragazzi dai 12 ai 17 anni nel diabetes camp 2013 e con nuovi  pazienti di recente diagnosi (2013-2014)    Guardiamo con favore a questi primi passi della ricerca sul PA al di fuori dell’ospedale nel mondo reale. Questi studi  saranno di fondamentale importanza per calibrare e perfezionare il sistema e identificare i problemi per poi sottoporre il PA alle autorità competenti per la approvazione e la messa in commercio. In un futuro meno prossimo saremo lieti di ascoltare una full session sulla possibilità di unire in un solo catetere sottocutaneo il set di infusione ed il GCM, questo è l’unico argomento sul quale ancora  non abbiamo sentito parlare, e rappresenterebbe  certamente un grosso vantaggio per i pazienti . Gli studi sono ancora in una fase molto iniziale, ma è la direzione in cui la ricerca in campo diabetologico  dovrà muoversi.

Dati importanti del T1D Exchange

Una delle principali attrazioni dell’ ATTD è stata una full session sul registro del  T1D Exchange, un gruppo di 25.000 persone  con  diabete di tipo 1 negli States . E’ stato creato grazie ad una sovvenzione  di  26 milioni di dollari da parte dell’ Helmsley Charitable Trust e raccoglie i dati provenienti da 67 centri clinici degli Stati Uniti . Farà parte del  T1D Exchange anche  “Glu,” (https://www.myglu.org/), un social network per  persone con diabete di tipo 1 che verrà aperto nei prossimi mesi.

Una delle grandi intuizioni alla base del  T1D Exchange è quella di raccogliere quanti più dati possibili su argomenti che riguardano la vita di tutti i giorni, per capire quali trattamenti e pratiche possano effettivamente migliorare la qualità della vita dei pazienti diabetici, e confermare o, nel caso, contribuire a cambiare i cardini della cura del diabete.  Naturalmente, come ogni contenitore di dati osservazionali ,Il T1D non potrà definire la causalità di ciò che osserva (per esempio se la terapia X sia realmente vantaggiosa, oppure se gli effetti benefici dimostrati su quei pazienti si sarebbero ottenuti comunque anche senza la terapia) comunque sia,  qualche associazione causale molto forte salta agliocchi anche solo osservando i dati; ad esempio i pazienti che misurano la glicemia più di 10 volte al giorno sembrano avere valori di A1C  migliori del 2% rispetto a quelli che la  misurano solo due volte. Questa relazione si è conservata anche quando il gruppo è stato diviso per fasce di età e metodo di somministrazione dell’insulina.  Così come I portatori di pompe insuliniche con GCM presentavano notevoli vantaggi inclusa un valore di A1C inferiore di circa lo 0,5% e minore frequenza di ipoglicemie severe e chetoacidosi.

Il TD1 Exchange ha anche evidenziato  alcune aree dove la terapia del diebte e la tecnologia possono fare  progressi . Per fare un esempio,  abbiamo riscontrato che solo il 2% dei ragazzi sopra I 13 anni scaricano settimanalmente I dati glicemici e questo dato di scarso utilizzo è confermato anche per i ragazzi sotto i 25 anni (3%) ed oltre i 26 (14%)  e crediamo che l’utilizzo effettivo a livello nazionale sia ancora più basso.  Elevati tassi di ipoglicemia e cheto acidosi sono stati riscontrati anche nell’archivio Helmsey,  questi dati ci fanno capire come  la tecnologia e la cura del diabete abbiano ancora ampi margini di utilizzo per migliorare giorno per giorno la vita dei diabetici di tipo 1.  Siamo quindi grati a quanti  si sono impegnati nel dare vita al T1D Exchange e siamo sicuri che questo impegno  darà presto I suoi frutti  nel garantire benefici clinici  per i pazienti ,  ma anche politici ed economici per medici e  ricercatori impegnati in questo settore.

Cari Amici,
abbiamo organizzato per la giornata del 18 ottobre 2014, un sabato, un incontro di Medicina Narrativa. Ci guideranno in questo percorso interessante e molto stimolante la Dr.ssa Natalia Piana ed il Prof. Aldo Maldonato. L’incontro è riservato alle persone con DM che fanno insulina, non ci sono limiti di età, ed ai loro familiari coinvolti nella cura. Vi allego il programma ed una piccola nota sulla Medicina Narrativa.Medicina Narrativa nell’Educazione Terapeutica

Programma INCONTRO di MEDICINA NARRATIVA

brevissime dall’EASD 2014, come potete vedere c’è una buona notizia per i portatori di micro, poche le altre novitàEASD 2014

NEJM: primo pancreas “bionico”

In occasione dell’ADA sono stati pubblicati sul New England i primi dati del “Pancreas Bionico”. Il device sostanzialmente collega un sistema di monitoraggio continuo della glicemia con un microinfusore capace di infondere insulina o glucagone. Nello studio, effettuato su pazienti ambulatoriali con diabete tipo 1 in confronto con un normale microinfusore, il nuovo sistema ha permesso di ottenere una significativa riduzione della glicemia media senza aumentare il tempo in ipoglicemia.

Outpatient Glycemic Control with a Bionic Pancreas in Type 1 Diabetes.
Russell SJ, El-Khatib FH, Sinha M, Magyar KL, McKeon K, Goergen LG, Balliro C, Hillard MA, Nathan DM, Damiano ER.
N Engl J Med. 2014 Jun 15. [Epub ahead of print]
doi: 10.1056/NEJMoa1314474
PMID: 24931572

Diabetes in athletes.

http://www.thelancet.com/diabetes-endocrinology Published online June 13, 2014 http://dx.doi.org/10.1016/S2213-8587(14)70132-9
Diabete negli atleti.
Un articolo sull’ultimo numero di Lancet scritto dal giocatore professionista di Crickett Talha Khan Burki. Aspetto dei commenti
traduzione in italiano a cura di Miriam Del Biondo
IL DIABETE E GLI ATLETI (1)

SANITÀ
Farmaci, il patto segreto tra Roche e Novartis
L’Antitrust ha scoperto una costosa campagna per sabotare un collirio da 15 euro e imporne uno che ne costa 1400. Facendoci spendere 600 milioni in più di medicinali
di Lirio Abbate
Farmaci, il patto segreto tra Roche e Novartis Un patto segreto tra i vertici di due colossi mondiali del farmaco, solo in apparenza concorrenti, per fare spende…re centinaia di milioni in più al Servizio sanitario nazionale. In ballo la competizione tra due prodotti per la cura degli occhi: uno costa 1400 euro, l’altro soltanto quindici e secondo i medici è comunque efficace. Ma – stando ai risultati di una lunga inchiesta dell’Autorità garante per la concorrenza – le industrie rivali si sono mosse insieme per spingere il farmaco più costoso e gettare pessima luce su quello low cost. Lo hanno fatto, come si evince da atti riservati che l’Espresso ha letto, condividendo strategie di mercato, mettendo a punto veri e propri piani di disinformazione, “sabotando” studi scientifici indipendenti, pagando medici e opinion leader per imporre il medicinale più caro.
Nel mirino dell’Authority presieduta da Giovanni Pitruzzella sono finiti i gruppi svizzeri Roche e Novartis. Il primo produce l’Avastin; l’altro il molto più caro Lucentis. Avastin è stato sviluppato per terapie diverse, anche se poi si è scoperto che funziona pure nelle cure oftalmiche. E così per fermarne la diffusione sono stati enfatizzati i rischi relativi all’uso oculistico, permettendo al Lucentis di dominare il mercato. Il prodotto meno costoso è stato escluso dalla lista di quelli rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale.
Cosa ci guadagna la Roche? Anzitutto, entrambi i farmaci sono un brevetto di Genertech, controllata da Roche che intasca le royalties. Inoltre, scrive l’Autorithy, «la rilevante partecipazione azionaria detenuta da Novartis in Roche (oltre il 33 per cento) fa si che la prima abbia doppiamente interesse a proteggere le vendite di Lucentis, da ciò derivandone non solo i vantaggi diretti in termini di proprio fatturato, ma pure indiretti in virtù di tale cointeressenza nel gruppo Roche-Genentech».
Il presidente dell’Authority,…Il presidente dell’Authority, Giuseppe PitruzzellaL’istruttoria svolta dall’Antitrust mostra chiaramente una strategia condivisa tra i vertici delle due aziende, provata da centinaia di email sequestate durante un blitz nello scorso ottobre: dai carteggi emergono scambi di informazioni e incontri a partire dal 2011 che configurano uno scenario di collusione. L’accordo ipotizzato avrebbe fatto lievitare i costi per il servizio sanitario nazionale. L’Authority, utilizzando dati della Regione Emilia-Romagna e della Società oftamologica italiana, stima che l’acquisto di Lucentis ha comportato maggiori costi per 45 milioni di euro nel 2012, fra i 300 e i 400 milioni lo scorso anno e potrebbe arrivare fino a 600 nel 2014.   L’operazione ricostruita nell’istruttoria è molto articolata. Dai documenti raccolti risulta che Roche, Genentech e Novartis hanno agito per «sabotare» i risultati degli studi comparativi indipendenti che dimostravano l’equivalenza di Avastin e Lucentis. Tra i vertici delle filiali italiane di Roche e Novartis sono stati inoltre accertati frequenti incontri e contatti per decidere congiuntamente la gestione della “questione Avastin/Lucentis” in Italia.
Manager, dirigenti e professionisti della comunicazione pagati dai due gruppi si sono mossi, secondo quanto si apprende dall’indagine dell’Antitrust, per concertare un’unica strategia su diversi punti. Non solo. Hanno fatto fronte comune per reagire alle critiche di parlamentari, degli uffici sanitari regionali e di alcuni articoli che sottolineavano i pesanti incrementi di spesa per il servizio sanitario nazionale causati dal passaggio all’uso di Lucentis.
I documenti riservati dimostrano anche l’appoggio da parte di Roche alle cause amministrative avviate da Novartis contro alcune regioni, tra cui l’Emilia Romagna, che avevano tentato di mantenere l’uso “off label” di Avastin. C’è una email scambiata tra gli amministratori delegati delle due compagnie farmaceutiche in cui un top manager di Roche arriva a parlare di «differenziazione» dei due farmaci, mettendo lui stesso la parola fra virgolette, e riconducendola proprio alla procedura avviata dal suo gruppo per depotenziare il farmaco. In altri documenti è invece Novartis a richiedere espressamente a Roche di darsi da fare per evidenziare i rischi legati all’uso per l’occhio di Avastin. E Roche va per questo a controllare le banche dati di farmacovigilanza, rilevando che sostanzialmente non si può dire che l’uso oftalmico comporti dei rischi. Non esistono casi che abbiano dato prova della pericolosità del farmaco, ma il gruppo che lo commercializza – come emerge dalle email interne acquisite dall’Antitrust – si muove lo stesso per segnalare il pericolo, di fatto inesistente.
Nei documenti sequestrati a Novartis si legge che bisogna «generare e comunicare» preoccupazioni relative alla sicurezza di Avastin, o ancora che bisogna coinvolgere gruppi di pazienti affinché facciano sentire la loro voce contro l’uso di Avastin in oftalmologia e a favore di Lucentis. Una manovra senza scrupoli, con il coinvolgimento di consulenti e pazienti pagati per tentare di screditare un farmaco. In alcuni documenti, sempre della Novartis, emerge anche la soddisfazione per aver trasformato la pubblicazione dei risultati degli studi indipendenti un «non evento», evitando così che i medici potessero convincersi a usare Avastin perché altrettanto efficace ma assai meno costoso.
A far intervenire l’Antitrust sono state le segnalazioni di un’associazione di cliniche private di day surgery (Aiudapds) e della Società oftamologica italiana (Soi). In seguito hanno poi chiesto di partecipare al procedimento anche l’associazione Altroconsumo e la Regione Emilia Romagna, bersagliata dalla causa di Novartis. Il 27 gennaio si è svolta l’audizione finale, in cui le parti hanno esposto le loro ragioni: l’Authority dovrà pronunciarsi entro la fine di febbraio.
Roche e Novartis si sono difese dalle accuse sostenendo che Avastin e Lucentis sono diversi e la scelta di sviluppare i due prodotti, così come di non richiedere la registrazione per usi oftalmici di Avastin, è stata presa in maniera unilaterale da Roche. I due gruppi sostengono di essersi limitati a rispettare la legge, in particolare per quel che riguarda gli obblighi di segnalazione dei rischi di un farmaco. Nell’audizione finale le parti intervenute hanno delineato un quadro disastroso, dal punto di vista economico, per la sanità pubblica e privata, se si dovesse continuare a utilizzare in modo esclusivo il Lucentis: «Gli ospedali dopo la martellante campagna sulla pericolosità di Avastin da metà dello scorso anno ne hanno di fatto bloccato l’utilizzo sostituendolo, quando possibile, con Lucentis». «Con lo spauracchio della pericolosità sbandierato a destra e manca, Novartis ha pesantemente insistito sulla necessità da parte dei medici oculistici che utilizzino Avastin, di dover oltre che difendersi nelle sedi di giudizio, anche essere obbligati a farsi carico dell’onere della prova in tribunale per dimostrare la non pericolosità di Avastin». Anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin dopo la segnalazione del presidente della Soi, Matteo Piovella, ha disposto «un approfondimento». Mentre la corte dei Conti di Roma è stata investita dai colleghi del Tar Veneto che hanno inviato atti e delibere dell’Aifa, l’agenzia del farmaco, in cui si affronta l’esclusione dell’Avastin dalla lista dei farmaci rimborsabili, «per verificare se il maggior esborso di denaro pubblico causato da questa decisione dell’Aifa sia legittimo».
L’Antitrust ha avviato anche un altro fronte, ipotizzando «un’intesa illecita» nelle gare per medicinali antitumorali in tre regioni tra il 2010 e il 2013. In questo caso nel mirino ci sono Novartis e Italfarmaco. E il risultato finale sarebbe stato fare sborsare decine di milioni in più alle casse pubbliche. A danno dei cittadini.
Preciso che – Aggiornamento 16/02/14: Novartis e l’Antitrust

Allego un articolo molto esauriente scritto recentemente dal Prof. Maldonato, del Policlinico Umberto 1° di Roma, esperto internazionalmente riconosciuto nell’Educazione Terapeutica nel Diabete, dal titolo:
“Pericolosità dell’ipoglicemia e uso del Glucagone”
Aggiungo solo una nota: l’uso del microinfusore da solo (senza sensore) ha dimostrato ampiamente di ridurre il numero delle ipoglicemie gravi, tant’è che il presentarsi di queste è una indicazione riconosciuta per passare dalle penne al micro. L’aggiunta del sensore, con la possibilità di sospensione automatica dell’infusione di insulina in caso di ipoglicemia non avvertita, rappresenta un ulteriore motivo di sicurezza, soprattutto per le ipo notturne ed in chi riconosce di meno i segni iniziali delle ipo o in chi le ipo rappresentano un pericolo maggiore (età, lavoro pericoloso, ecc).

Pericolosità e trattamento della ipoglicemia

forse nelle prossime decadi si potrà fare qualcosa sia all’inizio del diabete tipo 1, sia forse anche anni dopo, perchè se rimane qualche beta cellula, si potrà probabilmente indurne la replicazione e bloccare l’autoimmunità.
riporto una breve sintesi in italiano e allego gli articoli originali in inglese per gli addetti ai lavori
In Inghilterra solo il 17% di 25000 bambini e giovani sotto i 26ì5 anni ha un buon controllo
(glycated haemoglobin [HbA1C] 0.2 nmol/L, those randomized ≤6 weeks after diagnosis, HbA1c <7.5% (58 mmol/mol), insulin use <0.4 units/kg/day, and 8–17 years of age each had greater teplizumab-associated C-peptide preservation than their counterparts. Exogenous insulin needs tended to be reduced versus placebo. Antidrug antibodies developed in some patients, without apparent change in drug efficacy. No new safety or tolerability issues were observed during year 2. In summary, anti-CD3 therapy reduced C-peptide loss 2 years after diagnosis using a tolerable dose.

ed ecco l'articolo sul farmaco in pdf e quello sul DM1 di Lancet

Diabetes-2013-Teplizumab

Lancet Diabete tipo 1