Innovazione nelle terapie del diabete mellito

Non credevo che ripercorrere l’esperienza del “teatro del vissuto” potesse provocarmi ancora ulteriori sommovimenti dell’animo, maggiore introspezione, nuove interrogazioni su me stesso, ma anche un passo avanti nella comprensione e accettazione degli altri e di me. Avevo visto una piccola piece teatrale a ottobre 2010, poi ero stato inviatato come partecipante e l’esperienza era stata sconvolgente per uno completamente estraneo al teatro e negato per le arti come me. Mai avrei pensato che riviverlo come spettatore/compagno di viaggio dei miei pazienti fosse ancora così coinvolgente.
Mi spiego. Il Teatro del Vissuto è uno spazio dove le persone, soccorritori, medici e persone affette da patologie croniche possono, attraverso un processo artistico, di scrittura e messa in scena, esprimere, condividere, elaborare creativamente e valorizzare una esperienza di vita particolarmente difficile e significativa. E’ la terza volta che si svolge a L’Aquila, la prima e la seconda con soccorritori che hanno partecipato a vario titolo l’esperienza del terremoto (vigili del fuoco, volontari, medici), quest’ultima, 8-9-10 ottobre 2011, ha visto la partecipazione di persone con Diabete mellito. I partecipanti, dopo una breve introduzione di tecniche corporee e di scrittura creativa, hanno buttano giù, in estrema libertà, un testo a partire da una esperienza di vita problematica o dolorosa, non necessariamente legata al diabete. Poi con l’aiuta della regista, Giovanna Carrassi, di Benedetta (organizzazione generale, musiche, ecc.), Daniela (tecnica delle luci, ed altro), fanno agire sul palcoscenico agli attori il loro pezzo, condito di una semplice ma efficace scenografia e di musiche, sempre scelte dal partecipante. Ogni piece alla fine dura 5-10 minuti, ma viene creata con un lavoro creativo di 2-3 ore, ed alla fine tutti i pezzi teatrali vengono messi in scena una dopo l’altro, discussi e condivisi con gli altri.
La traduzione di esperienze di vita spesso dolorose in opera teatrale, con la loro inevitabile bellezza estetica, ne incoraggia la valorizzazione, induce la trasformazione della percezione negativa ad essa associata, e le universalizza. D’altra parte, il partecipante diventando “spettatore” del proprio vissuto ne prende distanza, lo guarda dall’esterno, ed il processo creativo viene accompagnato da una mobilizzazione delle risorse individuali e quindi da un’aumentata fiducia in se stessi e dalla capacità di affrontare la sofferenza.
Inoltre la condivisione col gruppo di tale processo di scoperta e di creazione porta a sviluppare un senso di complicità e connessione con gli altri, stimolando l’aiuto e il sostegno reciproci. La solidarietà e la condivisione permettono ai partecipanti di uscire da quello stato di solitudine e isolamento spesso associati alla sofferenza. E, posso aggiungere, ogni esperienza dell’altro, anche sconosciuto, diventa la TUA esperienza, con forti risonanze emotive.
Promosso dalla Fondation Recherche et Formation pour l’Education des Patients di Ginevra, il Teatro del Vissuto è stato creato nel 2001 dal medico Jean-Philippe Assal (esperto internazionale della gestione della cronicità, membro del Comitato Internazionale della Croce Rossa, fondatore e presidente della suddetta Fondazione che è centro collaboratore dell’Organizzazione Mondiale della Salute) e dal regista teatrale Marcos Malavia (direttore della scuola di teatro nazionale di La Paz, Bolivia. L’équipe è costituita oltre che dal Prof. Assal, da Giovanna Carrassi, regista teatrale, dalla dott.ssa Benedetta Barabino, responsabile della conduzione dei momenti di scambio e riflessione tra i partecipanti. A L’Aquila quest’ultima esperienza è stata possibile grazie all’ Associazione Arti e Spettacolo, all’ Unità Operativa di Diabetologia de L’Aquila, diretta dalla Dr.ssa Rossella Iannarelli, presso il Teatro “Nobelperlapace” di San Demetrio ne’ Vestini di L’Aquila, diretto da Giancarlo Gentilucci e la partecipazione degli attori Tiziana Irti e Giulio Viotta, e la “disegnatrice di luci” Daniela.
Ma l’anima del Teatro del Vissuto è sempre lui, il prof. Assal, sempre presenti a tutti i laboratori, e sempre pronto a trovare in ogni peace teatrale, in ogni esperienza individuale, la creatività, l’originalità, ma anche l’emozione ed il valore che può rappresentare per ognuno dei partecipanti e degli spettatori. La foto che accludo mi è stata scattata mentre “dirigevo” gli attori aiutato dalla regista Giovanna.

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