Innovazione nelle terapie del diabete mellito

Di  Adam Brown (tratto da Diatribe conefrence pearls 29/02/2012)

Ogni anno a febbraio  assistiamo all’incontro annuale “Advanced  Technologies & Treatments for Diabetes” (Tecnologie Avanzate e Trattamenti nella cura del Diabete)  per sentire le ultime novità che ci propone la tecnologia per la cura del diabete: dal Pancreas Artificiale ai CGM di ultima generazione e le novità nei software per la somministrazione di insulina . Quest’anno un  numero record di 1656 partecipanti  si sono incontrati in una fredda  e splendida  Barcellona. Come c’era da aspettarsi, le maggiori  attenzioni  sono  state riservate agli studi e le ultime novità in tema di  Pancreas Artificiale con sei sessioni ed una conferenza  di un giorno tutta dedicata a questo tema .

ATTD 2012 ha anche offerto  una panoramica sui dati forniti dal T1D Exchange, un registro di circa 25.000 pazienti con diabete di tipo 1 negli stati uniti.

 Primi passi del Pancreas Artificiale nel mondo reale

Il Pancreas Artificiale è un macchinario che permette un monitoraggio  costante dei livelli di glucosio tramite un sensore sottocutaneo CGM,  e automaticamente fornisce insulina in risposta a questi, tramite una pompa insulinica ed un algoritmo computerizzato, (per maggiori  informazioni puoi consultare  la sezione Pancreas Artificiale del nostro e-book “Targeting a cure for Type 1 Diabetes” scaricabile gratuitamente dal sito www.diatribe.us ). ATTD 2012 ha mostrato I recenti risultati dei primi due studi sul pancreas artificiale che sono stati condotti al di fuori di un ospedale e che hanno consentito ai pazienti di utilizzare il sistema in uno scenario più simile al mondo reale,  in una realtà meno controllata.     Ci è parso evidente  che, per ora,   gli studiosi siano più concentrati nel dimostrare la sicurezza e la possibilità effettiva di realizzare il PA  piuttosto che cercare di ottenere un controllo glicemico ottimale.

I risultati sono incoraggianti: il sistema  pancreas artificiale testato ha mantenuto i pazienti all’interno degli obbiettivi glicemici prefissati, per il 60-70% del tempo senza incorrere in ipoglicemie.

I primi responsi positivi sono  venuti  da uno studio europeo sponsorizzato dal JDRF , I partecipanti hanno portato una pompa insulinica Insulet Omnipod , una CGm Dexcom , gestiti  da un algoritmo di controllo computerizzato caricato su un i-phoneAndorid. Il sistema,  rinominato  “Diabetes Assistant” è stato progettato e sviluppato alla università della Virginia e fu per la prima volta presentato   al Diabetes Technology Meeting nel Novembre 2011 (vedi Conference Pearls in diaTribe #38). Nello studio esposto al ATTD, sei partecipanti hanno portato il Pancreas Artificiale per 18 ore al di fuori dell’ospedale inclusa una notte in hotel ed una cena al ristorante. Il sistema utilizzato non era del tutto automatico: i partecipanti allo studio dovevano comunque iniettarsi un bolo insulinico prima  del pasto, ed  il sistema lavorava con la metodica “ control to range” che  basandosi su una serie di valori glicemici forniti dal GCM, infondeva la quantità di insulina necessaria per mantenere la glicemia nei valori compresi tra 70 e 180 mg/dl.  Il sistema di Pancreas Artificiale utilizzato ha dimostrato di  riuscire a mantenere i limiti glicemici impostati, per il 60-70% del tempo, trascorso senza crisi ipoglicemiche. Il “Diabetes Assistant” utilizzato in questo studio non ha dimostrato affatto una maggiore affidabilità se paragonato  ad un controllo glicemico completamente manuale, tuttavia si è  dimostrato  sicuro e senza dubbio darà migliori prove di se in un prossimo futuro.

Abbiamo anche ascoltato gli interessanti sviluppi di uno studio  sul PA condotto in notturna in tre campi di diabetici in Europa. 56 pazienti sono stati studiati per un periodo di due notti. Durante la prima notte i partecipanti utilizzavano una pompa insulinica collegata ad un GCM che controllava solamente i valori glicemici ,  un sistema, questo,  di controllo detto ad ansa aperta. La seconda notte i pazienti hanno indossato un PA costituito da una pompa insulinica, un GCM ed un computer portatile posto vicino al letto (i ricercatori stanno studiando un sistema portatile che possa essere programmato su un telefono cellulare) . Tutti i pazienti  erano poi simultaneamente sorvegliati  durante la notte da una centralina di controllo – pensiamo che questa sia una delle parti più interessanti e al contempo impressionanti di tutto il sistema- . Se paragonati con i risultati della notte precedente, ottenuti con il sistema ad ansa aperta, questi ottenuti con il PA ad ansa chiusa, hanno mostrato di mantenere i pazienti per più tempo all’interno del range previsto ed inoltre una minore frequenza di ipo o iperglicemie. I ricercatori hanno anche girato un video che documenta le prime drammatiche fasi dello studio condotto in Israele su bambini che coraggiosamente hanno affidato il loro sonno alla scienza. Chi è interessato può vedere il video su you-tube:  http://youtu.be/9HMx8yy2nVw

ATTD ci ha fatto intravedere quali  saranno I prossimi sviluppi a breve e lungo termine della ricerca sul pancreas artificiale.  Per la prossima estate è già in programma uno studio che sarà condotto al Mass General a Boston. I partecipanti indosseranno due pompe Tandem T una per infondere insulina ed una per infondere glucagone, un GCM e useranno un i-phone 4S per controllare il sistema . Questo sistema,  conosciuto con il nome di sistema bi-ormonale, infonderà automaticamente insulina se il GCM rileverà glicemie al di sopra della norma, (sia per una ridotta insulinizzazione basale, sia a causa di un bolo preprandiale insufficiente)  e glucagone se le glicemie risulteranno al di sotto della norma. I partecipanti allo studio indosseranno il PA per 5 giorni potendo girare liberamente per il campus del Massachussets General Hospital: avranno libero accesso alla palestra, un infermiere sempre a disposizione per la sicurezza durante  il giorno, potranno fare quello che vorranno senza nessuna pianificazione  della giornata e tantomeno della dieta. Di notte dormiranno all’interno dell’ospedale e verrà testata  più volte la loro glicemie. Questo studio arruolerà per ora solo adulti, ma altri studi in futuro sono già progettati per ragazzi dai 12 ai 17 anni nel diabetes camp 2013 e con nuovi  pazienti di recente diagnosi (2013-2014)    Guardiamo con favore a questi primi passi della ricerca sul PA al di fuori dell’ospedale nel mondo reale. Questi studi  saranno di fondamentale importanza per calibrare e perfezionare il sistema e identificare i problemi per poi sottoporre il PA alle autorità competenti per la approvazione e la messa in commercio. In un futuro meno prossimo saremo lieti di ascoltare una full session sulla possibilità di unire in un solo catetere sottocutaneo il set di infusione ed il GCM, questo è l’unico argomento sul quale ancora  non abbiamo sentito parlare, e rappresenterebbe  certamente un grosso vantaggio per i pazienti . Gli studi sono ancora in una fase molto iniziale, ma è la direzione in cui la ricerca in campo diabetologico  dovrà muoversi.

Dati importanti del T1D Exchange

Una delle principali attrazioni dell’ ATTD è stata una full session sul registro del  T1D Exchange, un gruppo di 25.000 persone  con  diabete di tipo 1 negli States . E’ stato creato grazie ad una sovvenzione  di  26 milioni di dollari da parte dell’ Helmsley Charitable Trust e raccoglie i dati provenienti da 67 centri clinici degli Stati Uniti . Farà parte del  T1D Exchange anche  “Glu,” (https://www.myglu.org/), un social network per  persone con diabete di tipo 1 che verrà aperto nei prossimi mesi.

Una delle grandi intuizioni alla base del  T1D Exchange è quella di raccogliere quanti più dati possibili su argomenti che riguardano la vita di tutti i giorni, per capire quali trattamenti e pratiche possano effettivamente migliorare la qualità della vita dei pazienti diabetici, e confermare o, nel caso, contribuire a cambiare i cardini della cura del diabete.  Naturalmente, come ogni contenitore di dati osservazionali ,Il T1D non potrà definire la causalità di ciò che osserva (per esempio se la terapia X sia realmente vantaggiosa, oppure se gli effetti benefici dimostrati su quei pazienti si sarebbero ottenuti comunque anche senza la terapia) comunque sia,  qualche associazione causale molto forte salta agliocchi anche solo osservando i dati; ad esempio i pazienti che misurano la glicemia più di 10 volte al giorno sembrano avere valori di A1C  migliori del 2% rispetto a quelli che la  misurano solo due volte. Questa relazione si è conservata anche quando il gruppo è stato diviso per fasce di età e metodo di somministrazione dell’insulina.  Così come I portatori di pompe insuliniche con GCM presentavano notevoli vantaggi inclusa un valore di A1C inferiore di circa lo 0,5% e minore frequenza di ipoglicemie severe e chetoacidosi.

Il TD1 Exchange ha anche evidenziato  alcune aree dove la terapia del diebte e la tecnologia possono fare  progressi . Per fare un esempio,  abbiamo riscontrato che solo il 2% dei ragazzi sopra I 13 anni scaricano settimanalmente I dati glicemici e questo dato di scarso utilizzo è confermato anche per i ragazzi sotto i 25 anni (3%) ed oltre i 26 (14%)  e crediamo che l’utilizzo effettivo a livello nazionale sia ancora più basso.  Elevati tassi di ipoglicemia e cheto acidosi sono stati riscontrati anche nell’archivio Helmsey,  questi dati ci fanno capire come  la tecnologia e la cura del diabete abbiano ancora ampi margini di utilizzo per migliorare giorno per giorno la vita dei diabetici di tipo 1.  Siamo quindi grati a quanti  si sono impegnati nel dare vita al T1D Exchange e siamo sicuri che questo impegno  darà presto I suoi frutti  nel garantire benefici clinici  per i pazienti ,  ma anche politici ed economici per medici e  ricercatori impegnati in questo settore.

Commenti su: "ADVANCED TECHNOLOGIES & TREATMENTS FOR DIABETES (ATTD) 2012 GIVES UPDATES ON THE ARTIFICIAL PANCREAS AND THE NEW T1D EXCHANGE" (2)

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